Al di là di queste analisi penso comunque che il percorso
di affermazione presso i consumatori dei piatti pronti surgelati
sia destinato a consolidarsi ulteriormente seguendo direttrici
originali rispetto a quelle di altri prodotti: se infatti
in un primo momento il consumatore è entrato in contatto
con queste referenze in un'ottica di preponderante emergenzialità,
sarà proprio la qualità complessiva dei prodotti a spingerlo
verso un acquisto maggiormente fidelizzato e ricorrente.Garanzie
assolute vengono in questo senso dalla grande industria
che, senza entrare in particolari, avrebbe così tanto da
perdere mettendo in circolazione prodotti scadenti o poveri
dal punto di vista dei contenuto di servizio, anche in considerazione
della grande competizione che contraddistingue l'intero
settore alimentare, che la qualità offerta al consumatore
è e continuerà ad essere molto alta soddisfacendo egregiamente
in tal modo una domanda fatta di grandi numeri. Dal mio
osservatorio di gastronomo non posso fare a meno di notare
con evidente compiacimento che questo trend espansivo dei
piatti pronti surgelati non si configura in contrapposizione
rispetto alla cosiddetta cucina tradizionale, o meglio alla
sempre più rara ristorazione di qualità. Quest'ultima ha
infatti il grande pregio di poter operare per la conservazione
dei sapori delle materie prime italiane, che sono uno dei
nostri pochi grandi patrimoni, e il limite di non poter
far circolare i suoi prodotti e farli degustare ad una ampia
platea di consumatori. Dunque si può senza difficoltà affermare
che i piatti pronti surgelati attireranno un sempre più
vasto numero di estimatori, dal palato più raffinato che
in passato, senza effettuare azioni di disturbo nei confronti
del cosiddetto "artigianato della forchetta", che continuerà
a rappresentare il faro a cui ispirarsi anche da parte della
grande industria.
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