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Il
consumo nazionale annuo (tra fresco e surgelato) è
infatti passato, nell'ultimo decennio, da poco più
di 10 chili procapite ai 23 attuali. Queste quantità
risultano ancora molto lontane da quelle dei consumi della
maggior parte dei Paesi europei (di area mediterranea e nord
- europea), ma rappresentano almeno un primo, seppur insufficiente
riconoscimento alle caratteristiche, nutritive e di appetibilità,
di un alimento che è uno dei punti di forza della nostra
sempre più apprezzata dieta mediterranea. Le principali
Aziende del settore sottozero stanno sostenendo adeguatamente
questa tendenza, presentando una serie di piatti pronti a
base di pesce che offrono ai consumatori un livello di servizio
più elevato e che consentono anche ai meno esperti
in cucina di preparare facilmente il pesce, al pari di altri
prodotti di più complessa realizzazione. Per il consumatore
l'acquisto di pesce surgelato comporta una serie di vantaggi
immediatamente percepibili: innanzitutto il prodotto conservato
alle basse temperature si conserva a lungo senza additivi,
unicamente per mezzo del freddo che arresta lo sviluppo e
la riproduzione dei microbi. Il freddo assicura poi la conservazione
di tutti i princìpi nutritivi e delle caratteristiche
specifiche del pesce (consistenza, colore, sapore e aroma).
Per freschezza, spesso, il pesce surgelato (il quale appena
pescato viene privato delle viscere, spellato e sfilettato
e, molto spesso, surgelato direttamente a bordo dei pescherecci,
oppure trasferito, entro 12 ore, agli stabilimenti di terra)
risulta superiore a quello venduto in negozio, che arriva
sul banco dopo circa due giorni. L'assortimento dei surgelati,
soprattutto nei supermercati più forniti, è
ampio e in grado di soddisfare le esigenze e i gusti più
diversi. E la qualità è sempre costante. Infine
l'acquisto del pesce surgelato è conveniente, non solo
per il peso netto e gli scarti minimi, ma anche perché
le più rappresentative Aziende del comparto si riforniscono
di grandi partite di pescato, riuscendo ad offrirlo a prezzi
ampiamente competitivi. La richiesta di referenze ittiche
elaborate non deve far dimenticare comunque, anche in questo
caso, che la parte più consistente dei consumi ittici
si realizza nel segmento cosiddetto 'al naturale' (il quale
comprende l'intero, i tranci, i filetti e il mollame, cioè
seppioline e calamaretti) che totalizza circa il 67% a volume
rispetto ad un 33% circa di ricettato.
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