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tali incrementi sono dovuti principalmente alla particolarità
della tecnologia applicata a prodotti prima appartenenti all'area
vegetale e alle patate, che non presentavano una ricettazione
completa e necessitavano di tempi di cottura più lunghi.
C'è da aggiungere infine - per quanto riguarda l'intera
categoria degli stir fry - che tale innovazione tecnologica
ha inoltre parzialmente fatto superare la stagionalità
dei consumi: le vendite, infatti, risultano oggi elevate anche
nei mesi estivi. Passando a considerare il segmento degli
ortaggi, che fa registrare i volumi più alti in termini
di consumi (oltre il 50% del totale surgelati) sarà
bene evidenziarne la vivacità (+4.1% - 2000/1999).
L'ottimo grado di accoglienza fatto registrare da tali referenze
presso il consumatore si deve in primis alla possibilità
di stoccarli comodamente e per lungo tempo, ma anche alle
buone caratteristiche organolettiche e alla facilità
e rapidità di preparazione. La tendenza salutista,
incoraggiata da autorevoli pronunce scientifiche e da recenti
indicazioni fornite dall'OMS (Organizzazione Mondiale della
Sanità), la quale raccomanda di consumare almeno 400
- 500 grammi al giorno di verdure, ha sicuramente favorito
ulteriormente l'affermazione di un trend che mostra ormai
da molto tempo confortanti segnali di stabilità. A
riprova di ciò sarà utile riportare uno degli
innumerevoli positivi giudizi espresso da un autorevole rappresentante
del mondo scientifico, il Professor Michele Carruba, Presidente
dell'Associazione Nazionale Specialisti in Scienza dell'Alimentazione,
a proposito degli ortaggi surgelati: "I vegetali surgelati
non hanno nulla da invidiare a quelli freschi. In Italia la
crescita di consumo di alimenti surgelati, soprattutto di
ortaggi, è significativa e questo è un fatto
molto importante, perché consolida abitudini alimentari
orientate verso una dieta più ricca di vegetali, fibre,
sali minerali, vitamine e sostanze antiossidanti, elementi
indispensabili per prevenire e ridurre alcune patologie dell'organismo".
Va aggiunto che recenti studi dimostrano che gli "alimenti
verdi", consumati secondo quantità e qualità
stabilite, possono essere decisivi per la prevenzione dei
tumori. Nei Paesi in cui la dieta ne è povera sono
diffusi i tumori dell'esofago, dello stomaco e del colon.
Una dieta ricca di vegetali riduce prima di tutto la tendenza
al sovrappeso, di per sé un fattore di rischio tumorale.
Ortaggi e cereali contengono inoltre molte sostanze utili
alla salute; non solo vitamine e minerali, la cui importanza
è nota a tutti, ma anche i "princìpi attivi
secondari", molti dei quali identificati da pochi anni.
Si tratta di pigmenti, ormoni ed enzimi capaci, come le vitamine,
di stimolare il sistema immunitario e di proteggere da varie
malattie, tumori compresi. Anche questi princìpi hanno
infatti proprietà antiossidanti. Bloccano cioè
l'attività dei radicali liberi, pericolosi per la salute.
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